Rischiare di essere denunciati o querelati è un atto d’amore.
L’ Italia, secondo quanto afferma il rapporto “Freedom of the press 2009″ di Freedom House, è passata da paese “libero” a paese “parzialmente libero” per quanto riguarda la libertà di stampa.
Sono anni, ormai, che siamo vittime di marchette giornalistiche, superficialità mediatiche e sensazionalismi da centro estetico.
Sono anni, ormai, che viviamo l’ inesorabile e solo apparentemente parziale degrado dei nostri mezzi di informazione.
L’Arretrato nasce dall’ esigenza, dal bisogno, dalla necessità di non subire passivamente l’ involuzione che conoscenza e coscienza stanno subendo in questo Paese.
L’ Arretrato è la voce di un gruppo di persone che ha deciso di prendersi la “libertà” di scrivere e di dire quello che vorrebbe scrivessero e dicessero i professionisti dei maggiori organi informativi nazionali.
Il giornalismo non è il nostro mondo, non è il nostro lavoro, crediamo solo che sia giusto attestare che l’informazione sana, equilibrata e approfondita sia un diritto di ogni cittadino e che sia giusto ricercarla caparbiamente e poterla condividere con tutti, finché ne avremo la forza, il tempo e soprattutto la possibilità.
In questo primo sudato e sofferto numero de L “Arretrato” (periodico per umani senzienti e oligofrenici redenti) parleremo della privatizzazione dell’ acqua, piaga sociale ormai diffusa su tutto il territorio nazionale, di laicità (che sarà uno degli argomenti cardine di questo giornale anche in futuro), di un movimento palestinese che propugna l’ opposizione non violenta.
Potrete leggere, inoltre, di sistemi di filtraggio domestici in una splendida rubrica che tanto farà piacere ai casalinghi e alle lavoratrici e di open source (hey you! Close your Windows) in una altrettanto fulgida rubrica!

Editoriale aperiodico numero 0
Published: 3 settembre 2009Posted in: Articoli, Editoriali
è molto bello questo editoriale;appassionato,sincero e semplice..