
La distribuzione e la produzione di bottiglie di plastica è in assoluto il sistema meno sostenibile al mondo per la distribuzione dell’acqua. Le bottiglie di plastica impiegano da 100 a 1000 anni per decomporsi completamente. Il materiale usato per realizzare i contenitori dell’acqua è il PET (polietilene tereftalato). Per produrre 1 kg di PET servono 2 kg di petrolio e 17,5 kg di acqua. Se una bottiglia da 1,5 lt pesa 35 gr, risulta facile calcolare che da 1 kg di PET si ricavano circa 30 bottiglie. Trenta bottiglie contengono 45 lt d’acqua: il paradosso è che ne sono serviti 17,5 – quasi la metà – per produrle. Dai supermercati italiani escono 15 miliardi di bottiglie in PET ogni anno; solo il 20% di queste vengono riciclate. Il 90% del costo di una bottiglia d’acqua è riconducibile alla bottiglia di plastica medesima. Questi sono solo pochi dati che dovrebbero indurci a riflettere sul nostro modo di consumare e acquistare acqua. In Italia, infatti, come in molti altri paesi, è scomparsa dalla mente dei consumatori l’idea dell’acqua del rubinetto come terza opzione possibile (oltre a liscia e gassata). Colpa del marketing di aziende che hanno trasformato il consumo di acqua minerale da piacevole alternativa sensoriale a bisogno indotto, rafforzato dall’errata sensazione di sicurezza che accompagna l’acquisto e l’uso dell’acqua imbottigliata. Basti pensare che in Italia la spesa pubblicitaria per la promozione di acque minerali è cresciuta di anno in anno in modo vertiginoso. Nel 1990: una cifra pari a 30 milioni di euro netti; nel 2006: 129 milioni. Un altro aspetto su cui porre attenzione sono i controlli alla fonte. Non tutti sanno che questi sono effettuati dalle stesse aziende proprietarie e che l’acqua del rubinetto di casa nostra è potabile. Lo è per legge e viene sottoposta a controlli frequenti e scrupolosi. Inoltre esistono in commercio caraffe per filtrare l’acqua domestica, che ci assicurano un’acqua pulita e sicura, libera da cloro, calcare e altri metalli pesanti e sistemi di depurazione, che possono essere installati sotto i nostri lavandini o al rubinetto. Tra i più conosciuti:
a carbone attivo , in grado di depurare l’acqua da diversi agenti inquinanti, come i composti clorati, i trialometani e i pesticidi, dannosi per la nostra salute. Questo sistema non è in grado purtroppo di eliminare nitrati, calcio e batteri, altrettanto dannosi;
a scambio di ioni, che utilizza delle resine selettive in grado di eliminare i nitrati e gli ioni metallici, ma non i batteri;
a osmosi inversa, che sfrutta contemporaneamente osmosi inversa, filtrazione di minerali e filtrazione a carbonio. L’unico sistema in grado di ottimizzare e bilanciare la quantità e le proporzioni di minerali che dovrebbero essere presenti nell’acqua;
addolcimento, che serve per rendere meno calcarea l’acqua. Ottimo per gli elettrodomestici.
Prima di concludere questa rubrica, un piccolo consiglio per ridurre il consumo d’acqua senza modificare le proprie abitudini: l’uso di miscelatori d’aria nei rubinetti e nelle docce, in grado di miscelare l’acqua in uscita con l’aria. Chi usa il getto d’acqua non percepisce alcuna differenza, ma il consumo complessivo è inferiore. Si arriva a risparmiare quasi la metà dell’acqua utilizzata.
Per saperne di più www.imbrocchiamola.org