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	<title>L&#039;Arretrato</title>
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	<description>Gente che non sa né leggere né scrivere</description>
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		<title>[Streaming] La Resistenza: conoscerla per ricordarla</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 00:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino Quincampoix</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 25 aprile trasmetteremo, da questa pagina, lo streaming live della serata dedicata alla Resistenza. L&#8217;evento si terrà alla biblioteca comunale di Nocera Inferiore, corso Vittorio Emanuele, alle ore 19:00.
.Online TV Shows by Ustream.
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Per scrivere nella chat dello streaming è necessario registrarsi al servizio ustream.tv. E&#8217; una procedura veloce e non è necessario fornire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Domenica 25 aprile trasmetteremo, da questa pagina, lo streaming live della serata dedicata alla Resistenza. L&#8217;evento si terrà alla biblioteca comunale di Nocera Inferiore, corso Vittorio Emanuele, alle ore 19:00.</p>
<p style="text-align: center;"><object id="utv901954" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=3867128" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/live/1/3867128" /><param name="name" value="utv_n_12349" /><embed id="utv901954" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="320" src="http://www.ustream.tv/flash/live/1/3867128" name="utv_n_12349" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=3867128"></embed></object><span style="color: #ffffff;">.</span><a style="padding: 2px 0px 4px; background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; width: 400px; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" href="http://www.ustream.tv/" target="_blank">Online TV Shows by Ustream.</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="563" height="266" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="brandId=1&amp;channelId=3867128&amp;channel=%23arretvato&amp;server=chat1.ustream.tv" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/irc.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="563" height="266" src="http://www.ustream.tv/flash/irc.swf" allowfullscreen="true" flashvars="brandId=1&amp;channelId=3867128&amp;channel=%23arretvato&amp;server=chat1.ustream.tv"></embed></object><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #808080;">Per scrivere nella chat dello streaming è necessario registrarsi al servizio ustream.tv. E&#8217; una procedura veloce e non è necessario fornire un indirizzo email valido.</span><br />
</span></p>
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		<title>Gli italiani arrabbiati di Barcellona &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 22:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>virus @</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto scrivendo dalla mia casa di Barcellona. La televisione è accesa sulla puntata serale di ‘Fama’, versione spagnola di ‘Saranno Famosi’: vi partecipa un giovane italiano che ha imparato il castigliano durante lo svolgimento del programma e che si è presto convertito in uno dei protagonisti del gioco. Il canale successivo, ‘Telecinco’, è quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto scrivendo dalla mia casa di Barcellona. La televisione è accesa sulla puntata serale di ‘Fama’, versione spagnola di ‘Saranno Famosi’: vi partecipa un giovane italiano che ha imparato il castigliano durante lo svolgimento del programma e che si è presto convertito in uno dei protagonisti del gioco. Il canale successivo, ‘Telecinco’, è quello che Berlusconi possiede in Spagna.</p>
<p>Domani si ricomincia a lavorare; di ritorno dalle vacanze natalizie trascorse in Italia è stato difficile riabituarsi alla mole di lavoro, e il terremoto di Haiti (svolgo un tirocinio presso un’organizzazione umanitaria) ha stravolto i normali ritmi di ufficio, con notizie che affluivano continuamente, le prime trasmissioni di rapporti dei cooperanti che già si trovavano sul  luogo del disastro, telefonate ricevute da agenzie di comunicazione in cerca di aggiornamenti ed inviate a banche per assicurare l’attivazione dei conti correnti. Avevo deciso di scrivere di questo; invece mi accorgo che la soddisfacente sensazione di star partecipando, seppur indirettamente, all’alleviare questa tragedia immane, a livello più personale assume soprattutto il senso di una contropartita. Il cervello parte cercando il capo da cui iniziare a sbrogliare l’enorme matassa dell’aiuto internazionale tessendolo ordinatamente in un articolo, ed ecco che invece le volute del pensiero tornano a bussare inevitabilmente ad un substrato più intimo, e quindi capisco che è di questo che devo scrivere stasera, l’urgenza per questa volta è un’altra. Il motivo è semplice, e lo troverete nel prossimo numero.</p>
<p>Sono un’immigrata di lusso. L’anno scorso, scoraggiata dai tempi infiniti e della disorganizzazione dell’università italiana, decisi di fare un master in Spagna piuttosto che la laurea specialistica. L’idea di venire a Barcellona mi sorrideva per tanti motivi: la città splendida, col mare e dallo stile di vita molto ‘mediterraneo’ seppur con una qualità della vita migliore; la vicinanza a casa e i collegamenti con essa disponibili a basso prezzo; la lingua relativamente simile all’italiano e quindi facile da apprendere. La scelta si rivelò quella giusta. Venuta senza conoscere nessuno, posso ora affermare che la capitale catalana sia divenuta la ‘mia’ città, che sia riuscita qui a costruirmi una rete di affetti molto forte, di aver concluso gli studi nei tempi prestabiliti e con profitto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.arretrato.it/wp-content/uploads/2010/04/amore-vs-lavoro.jpg" alt="amore-vs-lavoro" width="530" height="301" /></p>
<p>Quello che ignoravo prima di venirci era il grande, enorme numero di italiani che ci vivono, probabilmente mossi dalle mie stesse considerazioni: l’anno scorso sulla stampa catalana furono pubblicate le prime statistiche che segnalavano che il nostro era diventato, per quantità, il primo gruppo di immigrati che risiedono a Barcellona, effettuando il sorpasso con quello pachistano. A differenza di questi, per noi cittadini europei è relativamente semplice ottenere la documentazione necessaria a vivere qui, dalla copertura sanitaria ai servizi sociali per i lavoratori. <em>La Repubblica</em>, l’estate passata, pubblicò un articolo dall’eloquente titolo ‘Gli italiani felici di Barcellona’.</p>
<p>Se anche non si volesse prestare attenzione alla stampa, le dimensioni del fenomeno sono tali che passeggiando per la città è impossibile ignorarlo; quando sono stata in Italia per le festività natalizie, sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno ho finito per incontrare ‘compaesani italiani’ che già vivono o si stanno trasferendo nella città spagnola. Il fatto che casualmente mi ritrovi qui con persone con cui sono cresciuta è probabilisticamente un dato importante.</p>
<p>La forza di questo processo di migrazione salta agli occhi perché tutte queste persone si stanno trasferendo <em>indipendentemente</em> le une dalle altre; vale a dire, non stanno –ancora- seguendo l’iter migratorio tipico dell’ “effetto chiamata”, per cui le prime enclaves si stabiliscono e attraverso ricongiungimenti familiari o legami facilitano l’arrivo delle ondate successive (che è quello che succede coi menzionati pachistani, di cui almeno l’ 80% residente in città è tutto originario dello stesso distretto, Gujrat).</p>
<p>Il fenomeno è preoccupante, per diverse ragioni: il profilo tipico della persona che cerca di trasferirsi  è quello di un giovane in età lavorativa e spesso di cultura medio-alta. Ciò risulta in una perdita enorme per lo Stato di provenienza; con il Paese in pieno invecchiamento, culturalmente e a livello di capacità produttiva il panorama italiano sarà presto desolante.</p>
<p>Altra considerazione intrinsecamente negativa: come in molte altre città straniere, un grandissimo numero di immigrati italiani si riunisce per cercare di incidere, seppur ‘da fuori’ e in maniera puramente dimostrativa, sulla politica del nostro Paese. A tutt’oggi sono venuta a conoscenza unicamente di manifestazioni di dissenso verso l’attuale governo, e di nessuna in sostegno ad esso. Qualsivoglia sia l’opinione politica del lettore, il fatto che una parte importante dell’opposizione si trovi all’estero è indiscutibilmente una perdita per qualsiasi democrazia. Il rischio è che si verifichi a livello di popolazione lo stesso processo che ha già avuto luogo in parlamento: la scomparsa di una voce alternativa a quella dominante. Le possibilità di sviluppo del nostro Paese, viste da questa prospettiva, appaiono limitate. Se quelli che dovrebbero rinnovare la società se ne vanno, c’è poca speranza. Intanto, il caporalato e gli attacchi contro gli immigrati ‘nostrani’ continuano a riempire le notizie di cronaca: la situazione di crisi acutizza la necessità di trovare capri espiatori, di dirigere la rabbia verso qualcuno, e le risorse sempre più limitate fanno sì che ognuno ne sia più geloso.</p>
<p>Questo in Italia. A Barcellona anche si sta arrivando ad un processo di saturazione, anche se agli immigrati rimane sempre la possibilità di avviare servizi mirati per i connazionali. Ulteriore circostanza spiacevole è la rabbia che gli italiani manifestano verso il loro Paese d’origine. Finora, tipicamente chi veniva qui lo faceva esattamente <em>per vivere</em> uno stile di vita diverso; non sono rari i casi di nostri connazionali che si rifiutano di parlare la lingua materna anche quando hanno la consapevolezza che l’interlocutore sia della stessa nazionalità. Una ragazza che ha aperto col fratello un’attività nel Borne mi raccontava, qualche giorno fa, la soddisfazione provata nell’essere andata a chiudere i conti del bar che possedeva in Italia all’ufficio contributi e di aver detto, testualmente e con un enorme sollievo dato dall’esaudito senso di rivalsa, ‘Qui i soldi dei miei contributi non ce li vedrete mai più’. Lei non pensa di tornare. Mai.</p>
<p>Questa rabbia mi ricorda quella di Irina, una donna polacca che conobbi durante un corso di mediazione culturale, che alla domanda ‘Sei arrabbiata con gli italiani per non averti accolta come speravi?’ rispose: ‘No, sono più arrabbiata con il mio Paese, che non mi ha dato la possibilità di viverci dignitosamente’. È una sensazione strana, un astio doloroso e offeso simile a quello che è facile immaginarsi si debba provare verso una madre che ti rifiuta, verso un genitore che non ti riconosce. Sempre più casi, qui, iniziano ad assomigliare a quello di Irina, essendo dettati non più dalla preferenza bensì dal bisogno.</p>
<p>Ma dopotutto, la Spagna è poi tanto meglio dell’Italia a livello economico? La risposta è no, almeno basandosi sui dati diffusi dai rispettivi governi. La prima, col 19,5% di tasso di disoccupazione contro l’8,5% italiano registrato al dicembre 2009 (ISTAT), si afferma come uno dei Paesi con la peggiore performance occupazionale a livello europeo. I dati assumono un significato parzialmente diverso se scorporati per regione (rapporto Eurostat 2009). Allora, perché gli italiani continuano ad emigrare verso il nord della penisola Iberica? Probabilmente le ragioni vanno ricercate in qualcosa di più sottile, che stenta ad essere catturato dalle statistiche. Nella seconda parte di questo articolo cercheremo di avanzare delle ipotesi al riguardo.</p>
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		<title>L&#8217;Arretradio &#8211; Puntata 5 &#8211; Speciale Acqua Pubblica</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 00:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino Quincampoix</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa puntata il liquido dei liquidi sarà oggetto dei nostri discorsi, delle nostre canzoni e delle nostre manie ossessivo-compulsive. Scopriremo come la disidratazione possa portare alla comparsa di ematomi sparsi sulla superficie del corpo ed assisteremo ad uno scontro titanico fra il ministro Brunetta ed i maledetti tedeschi che fanno soldi a palate con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa puntata il liquido dei liquidi sarà oggetto dei nostri discorsi, delle nostre canzoni e delle nostre manie ossessivo-compulsive. Scopriremo come la disidratazione possa portare alla comparsa di ematomi sparsi sulla superficie del corpo ed assisteremo ad uno scontro titanico fra il ministro Brunetta ed i maledetti tedeschi che fanno soldi a palate con le pippe rigorosamente alimentate ad energia pulita. Senza dimenticare il buon giornalismo del tigì uno che non smette mai di darci enormi soddisfazioni.</p>
<p style="text-align: left;"><br />
<a href="http://www.arretrato.it/wp-content/uploads/2010/04/arretradio-puntata-5.mp3">Scarica la puntata</a></p>
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		<title>La cosmetica domestica. L&#8217;aromaterapia</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 15:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pequeña</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[olfatto]]></category>
		<category><![CDATA[oli essenziali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quante volte ci capita di sentire odori che riportano alla mente scene e momenti della nostra infanzia. Momenti piacevoli e lontani che tornano carichi di emozioni e significati. Tutto merito dei nostri ricordi olfattivi.
I ricordi olfattivi che risalgono all’infanzia sono sicuramente i più potenti nel suscitare emozioni e i più facili da riattivare. In effetti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.arretrato.it/wp-content/gallery/consumo-critico/233.jpg" alt="233" /></p>
<p>Quante volte ci capita di sentire odori che riportano alla mente scene e momenti della nostra infanzia. Momenti piacevoli e lontani che tornano carichi di emozioni e significati. Tutto merito dei nostri ricordi olfattivi.</p>
<p>I ricordi olfattivi che risalgono all’infanzia sono sicuramente i più potenti nel suscitare emozioni e i più facili da riattivare. In effetti, le nostre memorie olfattive non svaniscono mai e la loro forza dipende dall’importanza della situazione in cui l’odore è stato percepito. Fin dall’infanzia ognuno di noi è stato inconsapevolmente condizionato da determinati aromi che finiscono col determinare una nostra cultura olfattiva: un insieme di memorie olfattive  culturali che vanno a sommarsi a quelle personali e genetiche.  L’esperienza emozionale legata all’odore è addirittura alla base dell’apprendimento degli organismi vivente ed è talmente necessaria alla sopravvivenza che le memorie olfattive sono trasmesse insieme al patrimonio genetico. L’aromaterapia usa  proprio questi ricordi olfattivi stampati nei nostri geni, ai quali quindi siamo programmati per rispondere con determinati comportamenti, reazioni fisiche e indurre un vero e proprio auto-risanamento. L’obiettivo dell’aromaterapia, però, non è solo assicurare benessere, ma anche prevenire malattie e curare alcune affezioni morbose. E bene quindi sapere le funzioni dei vari oli essenziali in modo da poter scegliere il più adatta alle nostre esigenze …</p>
<p> </p>
<p><strong>Bergamotto</strong> Dà gioia, è calmante e sedativo, utile contro agitazione, depressione e paura. Rende capaci di dare e ricevere amore, di irradiare felicità intorno a sé. Utile contro insonnia e incubi. Utile nei casi di cistite.       </p>
<p><strong>Cannella</strong> Sviluppa la creatività, rinforza nervi e cuore, contro la freddezza di sentimenti, migliora la circolazione del sangue, aiuta l&#8217;eliminazione dei grassi superflui.       </p>
<p><strong>Cardamomo</strong> Digestivo, stimolante sessuale, rafforza cuore e milza, per affrontare situazioni eccezionali.</p>
<p><strong>Cedro dell&#8217;Himalaya</strong> Dona forza, vigore, dignità. Aiuta ad ottenere il rispetto dagli altri, a convincere senza contrasti. Utile contro cellulite, ritenzione idrica, dermatosi, infezioni alle vie urinarie. Rinforza i capelli. Utile per problemi alle vie respiratorie.</p>
<p><strong>Eucalipto</strong> Antinfiammatorio, contro i dolori reumatici, artriti, poliartriti. Dolori muscolari. Utile per rimarginare ferite aperte. Calmante, sedativo, procura freschezza e chiarezza spirituale.</p>
<p><strong>Ginepro</strong> Grande purificatore. Efficace contro i dolori, reumatismi, artrite, circolazione nelle gambe, vene varicose. Stimola la digestione. Potente diuretico, depurativo del sangue. Dà forza ed energia, rende costruttivi ed attivi.  </p>
<p><strong>Lemongrass</strong> Rafforza la concentrazione, la chiarezza mentale, utile al risveglio per dare tono. Allontana gli insetti. Rafforza i vasi sanguigni, utile contro i crampi, ritenzione idrica, insufficienza digestiva ed epatica, cellulite.</p>
<p><strong>Limone </strong>Contro l&#8217;appesantimento fisico e psichico. Rafforza il senso analitico, la capacità di concentrazione. Migliora la capacità di comunicazione. Aiuta a riflettere. Ottimo per chi scrive. Fortemente antisettico.</p>
<p><strong>Mandarino</strong> Risveglia il bambino che è in noi. Ci motiva alla scoperta di cose nuove. E&#8217; molto apprezzato dalle donne incinte e dai bambini. Utile contro depressione, ansia e insonnia.</p>
<p><strong>Patchouli</strong> Antidepressivo, tonificante e stimolante. Utile per problemi della pelle, antinfiammatorio, utile nelle dermatiti. Ha un effetto afrodisiaco.</p>
<p><strong>Pino silvestre</strong> Libera e purifica le vie respiratorie, rafforza la muscolatura polmonare. Grande espettorante, rafforza l&#8217;energia sessuale. Dà forza, utile in tutti i casi di debolezza, esaurimento fisico e nervoso.</p>
<p><strong>Rosmarino</strong> Eccellente stimolante e rivitalizzante, nei casi di timidezza, affaticamento, scarsa capacità di concentrazione. Stimola la crescita dei capelli. Migliora la memoria, ideale per gli studenti. Antidolorifico, contro reumatismi e contro la pressione bassa del sangue.</p>
<p><strong>Salvia </strong>Sorgente di energia e di ispirazione. Utile per gli artisti per essere creativi e produttivi. Ci sostiene in caso di problemi psichici, contrarietà, stress. Contro la sindrome da menopausa, paure e ansie.</p>
<p><strong>Sandalo </strong>Trasmette apertura di spirito, calore e comprensione. Riduce lo stress, calma l&#8217;aggressività, l&#8217;agitazione e la paura. Stimola l&#8217;apertura del terzo occhio, sostiene la meditazione. Utile contro cistiti, prostatiti, infezioni urinarie. Benefico per la pelle.</p>
<p><strong>Ylang Ylang</strong> Crea armonia in caso di contrasti, collera, frustrazione. Efficace contro l&#8217;ipertensione, libera la gioia, la sensualità, l&#8217;euforia, la sicurezza interna, la calma. Ideale per persone introverse, per distendersi, per creare armonia, relax. È un olio essenziale erotico. Aiuta a ritrovare la gioia e a godere la vita senza paura.</p>
<p><strong>Vetiver</strong> Ci aiuta a realizzare i nostri obiettivi. Dona sicurezza. Contro il nervosismo, dissolve le tensioni più profonde. Sviluppa l&#8217;energia sessuale. È rigenerante per la pelle, utile nel caso di perdita di peso.  </p>
<p> </p>
<p><strong>Verbena</strong> Dona energia e ci rende dinamici. È importante in caso di depressione (uno dei più efficaci), apatia, disinteresse, mancanza di stimoli e affaticamento. Ha un effetto stimolante e rinfrescante per la nostra mente. Rafforza la concentrazione. Stimola il senso di gioia e di ottimismo. Utile per prevenire le crisi d’asma. Stimola le contrazioni durante il parto.  </p>
<p> </p>
<p><strong>Zenzero </strong>Rafforza il piano mentale e l&#8217;intelletto. È utile contro dolori reumatici, raffreddori, asma, mal di testa, fortemente antisettico. Rinforza lo stomaco, combatte l&#8217;aerofagia e le indigestioni.</p>
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		<title>La salute si vede dal quattrino &#8211; Lo scandalo dell&#8217;influenza suina</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 02:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Egno Morricone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza A]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il caso dell&#8217;influenza suina è stato uno dei più grandi scandali sanitari del secolo”, dichiarazione importante, soprattutto se rilasciata dal presidente della Commissione Sanità del Consiglio d&#8217;Europa,  il tedesco “Wolfang Wodard”, che ha aggiunto &#8220;per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l&#8217;influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Il caso dell&#8217;influenza suina è stato uno dei più grandi scandali sanitari del secolo</em>”, dichiarazione importante, soprattutto se rilasciata dal presidente della Commissione Sanità del Consiglio d&#8217;Europa,  il tedesco “<em>Wolfang Wodard”, </em>che ha aggiunto <em>&#8220;per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l&#8217;influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziarie per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati&#8221;</em>.</p>
<p>Il 21 agosto del 2009 in seguito a mesi di panico mediatico, la ditta Novartis e il Ministero della Salute Italiano hanno sottoscritto un contratto per la fornitura di 24.000.000 di dosi (7 euro a dose, per un ammontare di 168.000.000 di euro) del vaccino per l&#8217;influenza A (H<sub>1</sub>N<sub>1</sub>). Una fornitura che ai tempi della stipula del contratto, viste le previsioni funeste degli “esperti” del settore, era sufficiente a coprire il 40% della popolazione italiana, quella fetta della popolazione ritenuta maggiormente a rischio. Lo scetticismo sulla sicurezza e l&#8217;efficacia di questo vaccino è però cresciuto vertiginosamente nei mesi successivi alla stipula del contratto, supportato anche dai numeri, con un tasso di mortalità di gran lunga inferiore alle previsioni e addiritura minore rispetto a quello dell&#8217;influenza stagionale, tenendo in considerazione anche i primi casi di morte a causa del vaccino. L&#8217;operazione vaccinazioni in Italia è quindi stata un totale fallimento, con poco più di 800.000 vaccinati contro i suddetti 24 milioni “di contagiati” previsti. Il Ministero della Salute si è ritrovato quindi con più del 90% di dosi inutilizzate e con circa 140.000.000 di euro spesi molto male.</p>
<p>A chi può essere attribuita la responsabilità di questo sperpero di denaro pubblico? Spero non venga in mente di rispondere: <em>“è colpa dei cittadini, che hanno deciso di non vaccinarsi”</em>. Ma non tutti i governi del mondo hanno effettuato questa corsa agli armamenti. Il ministro della salute polacco, che decise di non stipulare nessun contratto per la fornitura del vaccino, ritenendolo pericoloso perché non sufficientemente testato, dichiarò: “<em>Le società farmaceutiche che vendono i vaccini contro l&#8217;influenza H<sub>1</sub>N<sub>1</sub> non vogliono assumersi la responsabilità dei loro effetti collaterali. Non lanciano autonomamente sul mercato questi vaccini per evitare ogni responsabilità giuridica. Esse ci impongono delle clausole che non sono conformi alla legislazione, poiché fanno ricadere tutta la responsabilità sul governo del paese: gli effetti secondari e le indennità eventuali”. </em></p>
<p><em><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.arretrato.it/wp-content/gallery/vignette/la-nuova-pandemia.jpg" alt="la-nuova-pandemia" width="392" height="433" /></em></p>
<p>Sfogliando il contratto Novartis-Ministero della Salute Italiano si può leggere all&#8217;articolo 4.6<em>: “Il Ministero è tenuto ad indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi Perdita che Novartis sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e/o cose causati dal Prodotto, salvo ove tali Perdite siano dovute a un Difetto di Fabbricazione del Prodotto”. </em>Le dichiarazioni del ministro polacco trovano quindi ampio riscontro in questo articolo, suscitando a distanza non poche riflessioni. Sì, a distanza, perché solo da pochi mesi il contratto è stato reso noto, in quanto era sottoposto a vincolo di segretezza. Come può un contratto che riguarda pubblicamente la salute di tutti i cittadini essere sottoposto a tale vincolo?</p>
<p>Il contratto del 21 agosto 2009 è stato stipulato e sottoscritto in base all’ordinanza n. 3275 del presidente del Consiglio Italiano del 2003 (Berlusconi) . Tale ordinanza fu adottata per fronteggiare rischi di natura terroristica legati alla crisi internazionale e alla guerra irachena dell’epoca; e recita infatti così:<em> “ritenuto, pertanto, imprescindibile ed urgente provvedere all&#8217;adozione di misure di carattere emergenziale idonee a tutelare la cittadinanza dalle conseguenze di possibili azioni terroristiche”. </em></p>
<p>Quindi, riassumendo questa paradossale situazione, una presunta emergenza sanitaria è stata trattata, dal punto di vista contrattuale, come un&#8217;<strong>emergenza terroristica. Il vincolo di segretezza è stato esteso non solo ai contenuti, quanto all&#8217;esistenza del contratto stesso.</strong> In più, con questa ordinanza, il Ministero ha potuto acquistare i prodotti a <em>“trattativa privata, anche mediante affidamenti diretti” </em>(senza bando di gara ad evidenza pubblica). Si legge nel contratto che il Ministero aveva già stipulato un Accordo finalizzato alla produzione di vaccino antinfluenzale in caso di pandemia in data 10 agosto 2005 con la Chiron s.r.l., interpellata all&#8217;epoca per i casi Aviaria e Sars. La Novartis ha poi acquistato la Chiron subentrando nei diritti e negli obblighi di questa società, avendo così la precendenza nella produzione dei vaccini.</p>
<p>Tornando alla domanda posta prima <em>“A chi può essere attribuita la responsabilità di questo sperpero di denaro pubblico?”,</em> la risposta potrebbe avere duplice “natura”.</p>
<p>Risposta buonista in cui si ipotizza che è stato preso un abbaglio; che l&#8217;influenza non si è mostrata così aggressiva come si era ipotizzato; che l&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato in modo affrettato uno stato di pandemia per evitare catastrofi; e che i governi seguendo il consiglio degli esperti, hanno fatto scattare quei meccanismi burocratici che li hanno portati poi a comperare milioni di dosi di vaccino, gentilmente prodotte e offerte dall&#8217;industria farmaceutica di turno.</p>
<p><em><span style="font-style: normal;">O</span><span style="font-style: normal;">ppure una risposta maliziosa, per cui si tenga conto che il Dr. Albert Osterhaus, virologo leader a livello mondiale e capo del primo gruppo a identificare il virus A H</span></em><sub>1</sub>N<sub>1</sub><em><strong><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">, è stato accusato di avere legami ambigui con l’industria farmaceutica e con politici e ministri della salute mondiali; che dei 18 membri del</span></span> </strong></em><em>“Comitato di Crisi” </em>dell&#8217;OMS, comitato che ha suggerito di innalzare l&#8217;emergenza pandemia da 5 a 6, molti sono stati accusati di aver ricevuto laute ricompense dalle Big Pharma; e che in Italia si presenta un particolare caso di conflitto di interessi<em> “coniugale”,</em> con Enrica Giorgetti allo stesso tempo presidente di Farmindustria e moglie del Ministro della Salute Maurizio Sacconi.</p>
<p>Volendo essere buonista propendo per la seconda ipotesi.</p>
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		<title>La pillola il forcipe e la stampella &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Immacolata Contraccezione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è portati a pensare che la libertà di una nazione si misuri in base alla possibilità di ogni cittadino di scegliere del proprio avvenire a seconda di ciò che ritiene più giusto per sé.
Una nazione non è libera nel momento in cui un ristretto numero di persone dirige, in base ai propri principi, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è portati a pensare che la libertà di una nazione si misuri in base alla possibilità di ogni cittadino di scegliere del proprio avvenire a seconda di ciò che ritiene più giusto per sé.<br />
Una nazione non è libera nel momento in cui un ristretto numero di persone dirige, in base ai propri principi, le decisioni del singolo, compromettendone talvolta la qualità della vita.<br />
Una nazione non è libera nel momento in cui viene garantito sulla carta un diritto alla scelta che non ha alcun riscontro nella realtà quotidiana.<br />
Una nazione non è libera nel momento in cui una donna è costretta a subire il trauma di non poter decidere del proprio corpo e del proprio destino.<br />
E quella in cui viviamo NON è una nazione libera.</p>
<p>Ho assunto per la prima volta la <strong>pillola del giorno dopo </strong>qualche anno fa.<br />
Non c&#8217;è bisogno di spiegare, ai lettori che hanno ormai superato la pubertà, che ci sono innumerevoli modi di rischiare una gravidanza, nonostante le dovute precauzioni.<br />
La <strong>pillola del giorno dopo</strong> si divide in due dosi di farmaco che devono venire ingerite improrogabilmente entro 72 ore dal rapporto a rischio. Una va presa immediatamente; l&#8217;altra, appunto, il giorno dopo.<br />
Il primo posto in cui, disperata,ho cercato di ottenere la prescrizione per un farmaco assolutamente legale,è stata la guardia medica di <strong>Sant&#8217;Egidio del Monte Albino</strong>. Il dottore, un giovane magro dai modi gentili, mi ha spiegato di essere obiettore.</p>
<p>Senza perdermi d&#8217;animo mi sono rivolta alla guardia medica di <strong>Angri</strong>, con il cuore in preda ad un&#8217;angoscia indescrivibile.<br />
C&#8217;erano due dottoresse, una signora mora ed una bella donna dai capelli biondi molto curati, entrambe sedute alle rispettive scrivanie.<br />
Faceva freddo e il telefono squillava a squarciagola. Pareva quasi di sentire le grida inascoltate delle famiglie che si attaccavano febbrili alla cornetta, ansiose di formulare una richiesta d&#8217;aiuto che non riceveva risposta.<br />
Le due dottoresse avevano entrambe il viso molto stanco. Quella con i capelli scuri mi rispose laconicamente di essere un obiettore, senza quasi riuscire a guardarmi negli occhi. Lo schifo che stava provando nei miei confronti me lo sentivo attaccato dappertutto, mi scavava tra la pelle e i vestiti, raggiungeva il mio viso e lo ricopriva di rossore per una vergogna che non avrei dovuto provare. &#8220;<em>Prova a chiedere alla mia collega</em>&#8220;, concluse, tenendo sempre gli occhi fissi sulla superficie della sua scrivania. La dottoressa dai capelli curati non sollevò lo sguardo verso di me, ma si limitò ad agitare il dito indice in aria: &#8220;<em>no</em>&#8220;. Secco.<br />
Aveva deciso della mia vita. E non mi aveva neanche guardata in faccia.</p>
<p>La ricerca della pillola del giorno dopo è una snervante, agghiacciante corsa contro il tempo:ogni ora trascorsa a procacciarsi la preziosa ricetta è regalata agli spermatozoi per correre velocemente a insidiare il frutto tenero delle ovaie prima che tu possa impedirlo.<br />
Tutto questo stava succedendo dentro di me, senza che io potessi scegliere di non farlo accadere.<br />
Mi sentivo come se mi avessero iniettato un veleno mortale e mi avessero poi legata mani e piedi per non farmi raggiungere l&#8217;antidoto.<br />
Il freddo, l&#8217;angoscia, l&#8217;impotenza: tutto mi faceva tacere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="ngg-singlepic ngg-center aligncenter" src="http://www.arretrato.it/wp-content/gallery/vignette/ru486.jpg" alt="ru486" width="348" height="340" /></p>
<p>Alla guardia medica di<strong> Pagani</strong> c&#8217;era una giovanissima dottoressa che mi ispirò fiducia.&#8221;<em>È giovane</em>&#8220;, pensai scioccamente, &#8220;<em>Sono una ragazza anche io. Capirà</em>&#8220;.<br />
Stavolta non avevo davanti agli occhi un medico obiettore. Tuttavia,la scrupolosa dottoressa mi comunicò di non potermi assolutamente prescrivere un farmaco tanto potente quale la pillola del giorno dopo senza avere in mano le dovute analisi del sangue e delle urine, allo scopo di escludere il rischio di una trombosi. Queste analisi richiedevano almeno tre giorni di laboratorio prima di venire stampate. Fui così messa alla porta, mentre la dottoressa ribadiva <em>&#8220;mi dispiace, ma per legge non posso prescriverti questa pillola</em>&#8220;. Non ebbi la forza, in quel momento, di farle notare che di tale legge non c&#8217;è traccia.<br />
Era ormai tardi; io ero già quasi incapace di ragionare con calma, quando al reparto di ginecologia e ostetricia di <strong>Nocera Inferiore </strong>un dottore mi prescrisse la preziosa<em> Norlevo</em> senza battere ciglio. Mi guardò, tolse il cappuccio dalla penna, la poggiò sul foglio, lo ripiegò e me lo porse. Due minuti scarsi di orologio. La mia ricerca era cominciata a mezzanotte, e in quel momento stavano per scoccare le dodici.</p>
<p>A Napoli Piazza Garibaldi, tra i giocatori delle tre carte e i venditori di borsette scippate, avrei potuto facilmente acquistare da uno spacciatore qualsiasi una nota protezione gastrica per 10 o 15 euro, infilare la pastiglia in vagina e attendere i risultati, in caso di fecondazione avvenuta.<br />
15 euro, neanche mezzora di treno e risultato garantito. Perché questo Stato si stupisce del fatto che molte donne, soprattutto straniere e sole, preferiscano agire nell&#8217;illegalità? Perché si scandalizza tanto davanti alla realtà che vede “<em>mammane</em>” e “<em>praticone</em>” ancora in piena attività con la loro brava stampella a mo’ di forcipe? Se avessi avuto del denaro con me, sarebbe saltato fuori un dottore non obiettore, di cui la legge prevede la presenza?<br />
Ero riuscita a farmi valere; avevo finalmente ottenuto la mia pillola; avevo penato tanto, ma avevo scelto per me. E invece no, non avevo potuto, ci avevano pensato loro.<br />
Forse era trascorso troppo tempo dal rapporto all&#8217;assunzione, non so.</p>
<p>Qualche settimana dopo il mio corpo era invaso completamente da una sensazione strana, sgradevole, come se una febbre cattiva mi avesse posseduta e mi si fosse insidiata nel cervello senza alcuna intenzione di andarsene. La bocca aveva un sapore sgradevole che non andava via, le gambe erano pesanti, i sensi erano annebbiati, le membra erano come di piombo, informi, gonfie.<br />
Nausee violente mi piegavano in due al lavoro, mi negavano il sonno, mi costringevano a trascorrere le mattine con la testa infilata nella tazza del water.<br />
Cos&#8217;era mai questa maledizione? Non c&#8217;era nulla in tutto questo di neanche lontanamente somigliante a niente che avessi mai provato fino ad allora nella vita.</p>
<p>Completamente sola, mi trascinai una mattina al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Nocera Inferiore, rischiando di vomitare ad ogni fermata del bus. La gente mi guardava come se avesse saputo più di me cosa stava accadendo. Io non capivo, avevo preso la pillola, doveva NECESSARIAMENTE trattarsi di qualcos&#8217;altro.<br />
Il medico di turno mi distese sul lettino,mi tastò la pancia, procedette a un&#8217;ecografia e gridò alla sua collega: &#8220;<em>Scrivi: sette settimane di gravidanza</em>&#8220;.<br />
Così ho saputo di essere incinta.<br />
Avevano vinto loro. Tutto era avvenuto secondo la loro volontà.</p>
<p>In quel momento mi sono sentita come se il dottorino di Sant&#8217;Egidio, le due dottoresse di Angri, come se la collega di Pagani e tutto il personale medico dell&#8217;Agro, lo Stato, La Lega per la Difesa della Vita tutta mi avessero violentata a turno con gran gusto, godendo come porci nel vedermi soffrire, e poi mi avessero gettata in strada in balia del destino.<br />
Io ero malata, ero sola, non avevo un lavoro fisso, né una vera famiglia su cui poter contare. Non potevo avere un figlio, no. Non in quel momento.<br />
Dovevo decidere, riflettere su ciò che era più giusto fare in una situazione simile. Scelsi di non mettere al mondo un infelice. Prenotai un&#8217;<strong>IVG </strong>(<em>Interruzione Volontaria di gravidanza</em>) nella stessa struttura.<br />
Sapevo della possibilità di ricevere supporto psicologico, un colloquio preliminare con uno psicoterapeuta. Invece, tutto quello che ebbi fu una sequela di domande impiccione dell&#8217;infermiera, che voleva sapere per quale motivo fossi contraria al matrimonio riparatore.</p>
<p style="text-align: right;"><em>(continua)</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Dawn Wiener</strong></em></p>
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		<title>Editoriale aperiodico N°3</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 10:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Del Papa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo anno è arrivato. Tutti credevamo con rinnovata speranza in un futuro colmo di buoni propositi, fuori dalle prospettive di guano in cui siamo ormai sempre più impantanati. Credevamo che noi italiani dal cuore d&#8217;oro, dall&#8217;ingegno sopraffino, dalla battuta facile, sempre arguta e mai volgare, dall&#8217;indubbia moralità tenuta stretta col cilicio, dalla mentalità aperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo anno è arrivato. Tutti credevamo con rinnovata speranza in un futuro colmo di buoni propositi, fuori dalle prospettive di guano in cui siamo ormai sempre più impantanati. Credevamo che noi italiani dal cuore d&#8217;oro, dall&#8217;ingegno sopraffino, dalla battuta facile, sempre arguta e mai volgare, dall&#8217;indubbia moralità tenuta stretta col cilicio, dalla mentalità aperta e dalle idee innovative, finalmente avremmo respirato il profumo del grano ormai maturo. Noi italiani che conosciamo bene i valori cattolici dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;uguaglianza, che sappiamo cosa vuol dire essere discriminati. Noi che il crocifisso lo abbiamo appeso su ogni parete di casa, lo portiamo al collo, lo abbiamo tatuato sui bicipiti sotto la parola &#8220;mamma&#8221;, noi sappiamo che si raccoglie quello che si semina. Abbiamo raccolto subito, nei primi giorni di Gennaio.</p>
<p>A <strong>Rosarno</strong> (RC) due braccianti di colore sono stati gambizzati con colpi di fucile ad aria compressa caricato a pallini da caccia. Due braccianti che come centinaia d’altri immigrati vivevano in condizioni pietose, disumane, nell’ex cartiera <em>“La Rognetta”</em>. È inevitabilmente scoppiata la <strong>rivolta</strong> di chi condivideva con loro vessazioni e destino, dovuta alla disperazione e all’esasperazione di persone sfruttate e calpestate, dovuta alla rabbia covata dentro come ultimo giustificato appiglio alla dignità. Sono conseguite scene di guerriglia urbana, altri feriti, paura, arresti. È cronaca. Circa 1.125 persone sono state trasferite nei centri d’accoglienza di Crotone, Siderno e Bari. Sappiamo come vengono gestiti questi centri e quale sia il senso che in questi luoghi si dà alla parola accoglienza. Anche questa è cronaca.</p>
<p>Gli accadimenti poc&#8217;anzi citati riportano alla mente quello che è successo un po’ più di un anno fa a <strong>Castelvolturno</strong> (CE). Il 18 settembre 2008 sei immigrati africani persero la vita in un attentato di stampo camorristico. A Castelvolturno vivono numerosissimi africani, provenienti soprattutto dall’Africa Occidentale. Sono i <strong>lavoratori stagionali</strong> che partono guarda caso per Rosarno, dove c’è la raccolta delle arance e delle clementine, per Cassibile (patate), per località del foggiano e del potentino (pomodori). Inutile dire che questo tipo di occupazione è gestita quasi totalmente dalla malavita organizzata, qualunque dialetto essa parli. Inutile dire che fa comodo sia ai delinquenti comuni che a quelli istituzionali fare in modo che le cose non cambino. La <strong>xenofobia</strong> strombazzata tiene buono il popolino, affidandogli un capro espiatorio: si agitano le acque affinché non si veda quanto sono torbide. Si grida al ladro, all’assassino, all’espulsione immediata degli extracomunitari. Intanto, una grossa fetta dell’industria agroalimentare italiana si basa sull&#8217; inumano <strong>sfruttamento</strong> dei cosiddetti<em> &#8220;irregolari&#8221;</em>, che proprio perché irregolari risultano vittime perfette da spremere oltre i limiti del sopportabile.</p>
<p>Non dobbiamo fare finta di niente. Queste cose dobbiamo dirle, non dobbiamo dare niente per scontato. Dobbiamo ripeterle fino allo sfinimento.<br />
<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.arretrato.it/wp-content/gallery/editoriali/rosarno-rognetta_fuoco_maliani.jpg" alt="rosarno-rognetta_fuoco_maliani" /></p>
<p>In questo quarto numero de <em>L&#8217;Arretrato</em> potrete godere di una testimonianza diretta di <strong>emigrazione</strong> dall&#8217;Italia all&#8217;estero. Leggerete di <strong>aborto</strong> e della sofferenza che comporta; dell&#8217;inferno reale che lo accompagna, che non è quello virtuale dei bigotti, degli ottusi e dei preti. Sia che vi siate o meno vaccinati per l&#8217;<strong>influenza A</strong> c&#8217;è un articolo a riguardo che troverete interessante leggere; magari dopo esservi trastullati un po&#8217;, provando le nuove mirabilie del <strong>Software libero</strong>.</p>
<p>Buona lettura!</p>
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		<title>I numeri del voto</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 18:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Santo Biase</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima che cominci la prossima tornata elettorale (regionali di fine marzo 2010),  la redazione “arretrata” propone agli affezionati lettori/elettori della rivista aperiodica un resoconto. Resoconto che si propone – umilmente – di indicare una strada, un metodo di conoscenza critica: la verifica dei dati.
Si parte da un’affermazione, una tra le innumerevoli rilasciate dai nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima che cominci la prossima tornata elettorale (regionali di fine marzo 2010),  la redazione “arretrata” propone agli affezionati lettori/elettori della rivista aperiodica un resoconto. Resoconto che si propone – umilmente – di indicare una strada, un metodo di conoscenza critica: la<strong> verifica dei dati</strong>.<br />
Si parte da un’affermazione, una tra le innumerevoli rilasciate dai nostri politici riguardo percentuali e gradimento (tanto dei singoli quanto dei partiti e delle coalizioni); ci si chiede se, ad esempio, davvero un italiano su due voti per un certo politico (uno a caso); si vanno a verificare i dati sul sito del ministero degli Interni, lì si incrociano con quelli riguardanti la complessività del corpus elettorale italiano.</p>
<p>Abbiamo rivolto la nostra attenzione alle elezioni politiche del 2008 (vittoria del PdL), prendendo in considerazione solo i voti espressi per il Senato (visto che le percentuali di Camera e Senato furono quasi identiche).<br />
È importante tenere presente la differenza tra <strong>aventi diritto</strong> al voto e i <strong>votanti</strong>.<br />
Partiamo dal dato complessivo: per il Senato gli aventi diritto furono 43.13 milioni; i votanti 34.67 milioni, ossia l’80.4% degli aventi diritto. Ciò implica che il 19,6% degli aventi diritto non esercitò tale facoltà: 8.46 milioni di italiani. Dato in crescita, peraltro (<a href="http://www.cattaneo.org/pubblicazioni/analisi/pdf/Analisi_Cattaneo_Politiche2008_Astensionismo.pdf" target="_blank">http://www.cattaneo.org/pubblicazioni/analisi/pdf/Analisi_Cattaneo_Politiche2008_Astensionismo.pdf</a>. ).<br />
Dal totale passiamo al parziale per un altro dato significativo: 1.3 milioni di votanti scelsero di non assegnare il voto ad alcuno (schede bianche e nulle). Senza cedere alla tentazione di vedere carattere unitario in ciò, la somma dei non votanti (8.46 milioni) e di coloro che non espressero preferenza per alcun partito (1.31 milioni) fu di 9.77 milioni, il 22.5% degli aventi diritto. Per alcuni un dato “fisiologico”. Noi la definiremmo una “enormità” fisiologica.<br />
Il restante 77.5% votò così:</p>
<p>PARTITO &#8211; NUMERO VOTI &#8211; % SU VOTI VALIDI &#8211; % SU AVENTI DIRITTO<br />
<strong> Coalizione di centro-destra</strong><br />
PdL               12.5 milioni           38.1%                           28.98%<br />
Lega Nord  2.6 milioni                8%                                 6%<br />
MPA             0.35 milioni              1%                                 -<br />
TOTALE    15.45 milioni           47.1%                           35%<br />
<strong>Coalizione di centro-sinistra</strong><br />
PD                 11 milioni                33.6%                          25.5%<br />
IDV                1.4 milioni               4.3%                             3.24%<br />
TOTALE    12.4 milioni             37.9%                           28.74%<br />
<strong> Altri </strong><br />
UDC              5.8%<br />
SIN.-ARC.  3.7%</p>
<p>Consideriamo gli aventi diritto al voto e ragioniamo sulla base di 10 ipotetici italiani.<br />
In sintesi e in proporzione, possiamo affermare che alle elezioni politiche del 2008:<br />
•	3.5 italiani su 10 votarono per la coalizione di centro-destra;<br />
•	2.9 su 10 votarono per la coalizione di centro-sinistra;<br />
•	2.25 su 10 non votarono o non espressero preferenza;<br />
•	1.35 su 10 diedero fiducia agli altri partiti, dei quali solo l’UDC superò lo sbarramento del 4%.</p>
<p>Per gli appassionati di “spaccatura del capello” andiamo a sezionare ulteriormente un dato, quello relativo ai <strong>voti del centro-destra</strong>.<br />
3.5 italiani su 10 votarono per i tre partiti (vabbe’, due partiti e uno stemma elettorale), più dettagliatamente 2.89 per il Pdl, 0.6 per la Lega Nord, 0.01 per il MPA.<br />
Vogliamo spaccare ancora? Il PdL fu (è) la fusione di FI e AN, giusto? Ecco, tenendo presente la componente maggioritaria del partito “forzista” (rapporto 2 a 1, fonte:  <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/senato/riepilogo_nazionale.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/senato/riepilogo_nazionale.html</a>) e ipotizzando che ogni voto “forzista” sia per il capopopolo, il conto è presto fatto: dei 2.89 complessivi poco meno di 2 italiani su 10 diedero il loro consenso all’attuale capo del governo italiano. Meno di quanti si astennero e di quanti non espressero preferenza.</p>
<p>Non si vuole qui fare l’apologia dell’astensionismo e/o del voto di protesta. Ognuno decida per sé cosa sia più opportuno fare in occasione delle elezioni. Si vuole, però, porre l’attenzione su un dato rilevante, su una realtà spesso taciuta ad arte; realtà che ci aiuta a comprendere meglio<strong> il nostro contesto di voto e l’effettivo consenso che i politici si attribuiscono</strong>.<br />
I risultati dei sondaggi che i media ci propinano vanno accettati con dovuta cautela e valutati con criterio, specie poi se provengono da istituti statistici di proprietà del committente (quest’ultimo spesso anche oggetto del quesito). Sondaggi e dati illustrano una situazione, ma nel contempo mirano a indirizzare il consenso: la comunicazione è lo strumento di controllo della democrazia (intuizione di Chomsky).</p>
<p>L’attuale capo del governo italiano ricorre costantemente, capziosamente, alla forza dei suoi numeri. Numeri artefatti. Poi sbandierati come giustificazione per ogni sorta di ingerenza e arroganza; strumento per tentare di legittimare sé stesso e la propria ostinata pretesa: quella di piegare la nostra repubblica parlamentare verso il presidenzialismo.</p>
<p><em>(Elaborazione dati a cura di Immacolata Contraccezione e Santo Biase)</em></p>
<p style="text-align: center; "><em><img class="ngg-singlepic ngg-center aligncenter" src="http://www.arretrato.it/wp-content/gallery/varie-inclassificabili/elezioni-2008.jpg" alt="elezioni-2008" width="350" height="274" /></em></p>
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		<title>Gli essenziali 2: grafica, audio e video</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 21:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino Quincampoix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Software Libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel numero precedente de L&#8217;Arretrato abbiamo presentato alcuni programmi liberi per lo svolgimento delle operazioni più comuni col nostro pc. Ora la lista si arricchisce del software per la realizzazione di progetti grafici, audio e video. Come sempre si tratta di programmi liberi, open source e gratuiti.
Per la grafica i nostri consigli sono Gimp e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://www.arretrato.it/2009/11/gli-essenziali-programmi-liberi-per-la-sopravvivenza-quotidiana/">numero precedente</a> de L&#8217;Arretrato abbiamo presentato alcuni programmi liberi per lo svolgimento delle operazioni più comuni col nostro pc. Ora la lista si arricchisce del software per la realizzazione di progetti grafici, audio e video. Come sempre si tratta di programmi liberi, open source e gratuiti.</p>
<p>Per la grafica i nostri consigli sono <strong>Gimp</strong> e <strong>Inkscape</strong>. Il primo è un software completo per la manipolazione di immagini, ricco di strumenti e filtri per il ritocco e la correzione delle vostre foto digitali, praticamente in qualunque formato esse siano. Il secondo è un programma di grafica vettoriale per la realizzazione di progetti grafici di ogni genere: loghi, volantini, locandine, layout di siti web, booklet e altro. Gimp è il corrispettivo libero di Adobe Photoshop, Inkscape di Adobe Illustrator.</p>
<p>Se siete musicisti alle prese con la registrazione del primo demo, <strong>Audacity</strong> è quello che fa per voi:  è un software di editing audio multitraccia grazie al quale potrete registrare il vostro brano strumento per strumento, aggiungere effetti ad ognuno separatamente e poi missare il tutto. Pur non essendo potente e flessibile come il proprietario Cubase soddisferà appieno le esigenze di chiunque non sia un professionista nel campo della produzione audio.</p>
<p>Per Windows non esistono ancora programmi per l&#8217;editing video multitraccia abbastanza stabili (per GNU/Linux invece ci sono). Però se le vostre necessità si limitano al semplice montaggio di brevi filmati per voi c&#8217;è <strong>Avidemux</strong>. Il programma offre anche una galleria di filtri e la possibilità di convertire i video da un formato all&#8217;altro. Per trasformare il risultato del montaggio in un dvd video c&#8217;è invece <strong>Dvd Flick</strong>, che in pochi click vi permetterà di creare il vostro dvd completo di menù.</p>
<p>Trattandosi di programmi complessi il loro utilizzo non sarà sempre intuitivo. Per fortuna una cosa che proprio non manca nel mondo del software libero è il supporto della comunità, con guide più o meno approfondite facilmente reperibili in rete. Qui ve ne suggeriamo qualcuna, assieme ai link per il download dei programmi. Anche in questo caso vi indichiamo sia i link ai siti che quelli diretti per il download alla versione per windows. Preferite i primi se leggete questo articolo molto tempo dopo la sua pubblicazione, per assicurarvi di ottenere le versioni più aggiornate.</p>
<p>Gimp: <a href="http://www.gimp.org/">Sito</a> &#8211; <a href="http://downloads.sourceforge.net/gimp-win/gimp-2.6.8-i686-setup.exe">Download</a> &#8211; <a href="http://docs.gimp.org/it/">Guida di riferimento (approfondita)</a> &#8211; <a href="http://grafica.html.it/guide/leggi/15/guida-gimp/">Guida da Html.it</a></p>
<p>Inkscape: <a href="http://www.inkscape.org/">Sito</a> &#8211; <a href="http://downloads.sourceforge.net/inkscape/Inkscape-0.47-3.exe">Download</a> &#8211; <a href="http://www.inkscape.org/doc/basic/tutorial-basic.it.html">Tutorial base</a> &#8211; <a href="http://grafica.html.it/guide/leggi/18/guida-inkscape/">Guida da Html.it</a> &#8211; <a href="http://en.flossmanuals.net/Inkscape">Guida da Flossmanuals (ingl)</a></p>
<p>Audacity &#8211; <a href="http://audacity.sourceforge.net/">Sito</a> &#8211; <a href="http://audacity.googlecode.com/files/audacity-win-unicode-1.3.11.exe">Download</a> &#8211; <a href="http://audacity.sourceforge.net/beta/ladspa/ladspa-0.4.15.exe">Effetti aggiuntivi</a> &#8211; <a href="http://audacity.sourceforge.net/help/faq?s=install&amp;item=lame-mp3">Come esportare in mp3</a> &#8211; <a href="http://www.altrascuola.it/staff/graffio/public/radiobase/audacity_mini_manuale.pdf">Mini manuale in pdf</a> -  <a href="http://en.flossmanuals.net/Audacity/BasicEditing">Guida da Flossmanuals (ingl)</a></p>
<p>Avidemux &#8211; <a href="http://fixounet.free.fr/avidemux/">Sito</a> &#8211; <a href="http://downloads.sourceforge.net/avidemux/avidemux_2.5.2_win32.exe">Download</a> &#8211; <a href="http://www.megavideo.com/?v=KUWMZ6ZN">Una breve videoguida</a> &#8211; <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Main_Page#Using_Avidemux">Guida dal wiki ufficiale (ingl)</a></p>
<p>Dvd Flick &#8211; <a href="http://www.dvdflick.net/">Sito</a> &#8211; <a href="http://downloads.sourceforge.net/dvdflick/dvdflick_setup_1.3.0.7.exe">Download</a></p>
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		<title>L&#8217;Arretradio &#8211; Puntata 4 &#8211; Lo Special Natalizio!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino Quincampoix</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Arretradio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene si, è ancora natale nei nostri purissimi cuori, e dal caldo spirito della bontà natalizia nasce questo regalo per voi, lo special di natale de L&#8217;Arretradio. Riascoltandolo al contrario scoprirete, dietro la ormai abituale irriverenza e la spensierata volgarità all&#8217;inglese, tutti i migliori canti natalizi in versione polifonica a sette voci, campane che tintinnano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, è ancora natale nei nostri purissimi cuori, e dal caldo spirito della bontà natalizia nasce questo regalo per voi, lo special di natale de L&#8217;Arretradio. Riascoltandolo al contrario scoprirete, dietro la ormai abituale irriverenza e la spensierata volgarità all&#8217;inglese, tutti i migliori canti natalizi in versione polifonica a sette voci, campane che tintinnano invitandoci ad amare il prossimo, magiche formule di auguri che trasformano grandi e piccini, politici e soubrette, in fratelli e sorelle uniti nella speranza di un mondo migliore. Buon ascolto!</p>

<p><a href="http://www.arretrato.it/wp-content/uploads/2010/03/arretradio-puntata-4.mp3">Scarica la puntata</a></p>
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